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Caffeina
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La mwbqcaffeina è un mwbgalcaloide di mwbwformula Cmwca8Hmwcq10Nmwcg4Omwcw2 che in mwdacondizioni normali si presenta come un solido bianco o come aghi bianchi luccicanti spesso fusi insieme, inodori e dal gusto mwdqamaro. Viene a volte citata con i suoi sinonimi: mwdgteina, mwdwguaranina e mweamateina, chimicamente identificabili nella stessa molecola.cite-ref-30-1-0[1]

Contents

Storia
Note

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Storia

La caffeina è utilizzata da millenni. Tradizionalmente se ne fa risalire l'uso al 2737 a.C. in mwgaCina.cite-ref-0-2-0[2] Studi recenti evidenziano come il consumo di tè avvenisse regolarmente durante la mwhqdinastia Han (207-9 a.C.). Prima di questa scoperta il dato più recente relativo al consumo di tè risaliva al 750 a.C.cite-ref-1-3-0[3]

Esistono inoltre leggende che fanno risalire l'introduzione del mwiwcaffè in mwjaEtiopia o nella mwjqpenisola arabica meridionale nel mwjgIX secolo per opera di un pastore che riconobbe il legame tra le mwjwbacche selvatiche di cui si cibavano le sue mwkapecore e l'aumento dei loro livelli di mwkqenergia. Il pastore decise dunque di provarle lui stesso sperimentando quella che in tempi moderni è conosciuta come uno mwkgstimolante del mwkwsistema nervoso centrale: la caffeina.cite-ref-0-2-1[2]cite-ref-2-4-0[4] In realtà il consumo di mwnainfusi di caffè in mwnqacqua bollente viene fatto risalire al mwng1000 a.C.cite-ref-1-3-1[3]

La caffeina non sarà però isolata fino al 1820, per opera degli mwpascienziati mwpqtedeschi Runge e Von Giese,cite-ref-5[5]cite-ref-6[6] e mwrgsintetizzata completamente solo nel 1895.cite-ref-7[7] Nel mwswXIV secolo si utilizzavano chicchi di caffè mwtatostati e nel mwtqXV - mwtgXVI secolo il suo utilizzo si è diffuso sempre di più portando alla sua mwtwcommercializzazione nelle mwuacoffee house in mwuqArabia Saudita e mwugCostantinopoli.cite-ref-1-3-2[3]cite-ref-3-8-0[8] Nel mwwwXVII secolo il consumo di caffè in mwxaEuropa divenne comune estendendosi così anche alle mwxqcolonie del mwxgNord America.cite-ref-0-2-2[2]cite-ref-1-3-3[3]cite-ref-2-4-1[4]cite-ref-3-8-1[8]

Da allora tè e caffè sono diventate le principali fonti di caffeina, ma alla fine dell'Ottocento iniziarono a essere commercializzate mwcabibite gassate contenenti caffeina (mwcqDr. Pepper, mwcgCoca-Cola e mwcwPepsi-Cola) che divennero molto popolari nella seconda metà del mwdaXX secolo.cite-ref-0-2-3[2] Sempre alla fine del XX secolo. fecero la loro comparsa sul mercato le cosiddette bevande energetiche tuttora molto popolari.cite-ref-4-9-0[9]cite-ref-5-10-0[10]

A oggi la caffeina è l'mwggalcaloide mwgwpsicoattivo più usato al mwhamondo con una mwhqstima del consumo a livello mondiale pari a più dell'80%cite-ref-0-2-4[2]cite-ref-11[11] della mwjgpopolazione e nei soli mwjwStati Uniti all'89%.cite-ref-4-9-1[9] Il consumo giornaliero medio varia in base al mwlqmetodo mwlgstatistico utilizzato, all'mwlwanno di riferimento e alle fonti considerate, tuttavia i dati del periodo 2011-2012 indicano un consumo di circa 142 mwmamg al mwmqgiorno per mwmgadulti e mwmwbambini negli Stati Uniti.cite-ref-5-10-1[10]

Caffè e tè rimangono le principali fonti di caffeina, ma il contributo delle bevande energetiche sta aumentando.cite-ref-4-9-2[9]cite-ref-5-10-2[10]

La maggior parte delle autorità governative del mondo hanno determinato quali siano i livelli di assunzione giornaliera considerati sicuri senza che si presentino severi effetti collaterali negli adulti, ma ci sono lievi differenze per quanto riguarda i bambini e gli adolescenti:cite-ref-12[12]

• adulti: 400mwsa mg al giorno (mwsqEFSA, mwsgFDA e Health Canada);
• bambini e adolescenti: ≤2,5mwtq mg/kg al giorno (Health Canada) e ≤3mwtg mg/kg al giorno (EFSA);
• donne gravide: ≤200 – 300mwua mg al giorno.

Caratteristiche strutturali e fisiche

Si tratta di una molecola mwuwanfifilica che presenta frazioni mwvalipofilichecite-ref-13[13]cite-ref-14[14] avente mwxqmassa monoisotopica pari a mwxg194,08037557 u e un'mwxwarea superficiale accessibile di 58,4mwya Ų ovvero mwyq0,584 nm². Il numero di mwygatomi pesanti è pari a 14 e presenta tre accettori di mwywlegami a idrogeno.cite-ref-30-1-1[1] L'mw0aevaporazione a 20mw0q °C è trascurabile, tuttavia una concentrazione mw0gnociva nell'mw0waria può essere raggiunta velocemente a seguito di mw1adispersione delle mw1qparticelle.cite-ref-31-15-0[15]

Abbondanza e disponibilità

Chimicamente simile alla mw3apurina, viene prodotta naturalmente da oltre 100 mw3qspecie di mw3gpiante native dell'mw3wAfrica, dell'mw4aAsia orientale e del mw4qSud America, tra cui la mw4gpianta del caffè, mw4wdel te, mw5adel cacao, mw5qmate e nelle mw5gnoci di cola.cite-ref-0-2-5[2]cite-ref-16[16] Il contenuto di caffeina nelle piante varia a seconda della specie, ad esempio:cite-ref-36-17-0[17]

• mw9qmw9gCoffea arabica circa l'1-2%
• mw-amw-qCamellia sinensis circa il 2-5%
• mw-wmw-aTheobroma cacao circa lo 0,03%
• mw-gmw-wCola acuminata circa l'1,5%
• mwaqemwaqiIlex paraguariensis circa lo 0,7%
• mwaqqmwaquPaullinia cupana circa il 4%

Reattività e caratteristiche chimiche

Può reagire violentemente con forti mwaqgagenti ossidanti.cite-ref-18[18] La caffeina ha una struttura ad mwaq0anello eterociclico, con 4 atomi di azoto legati agli atomi di carbonio con mwaq4legami covalenti, singoli e doppi. La presenza di questi legami, in particolare i doppi legami, contribuisce alla delocalizzazione degli elettroni e aumenta la stabilità della molecola in condizioni normali.

Sintesi biologica

La mwaresintesi della caffeina è stata studiata principalmente nel tè e nel caffè dove risulta per la maggior parte simile. La mwarivia metabolica consiste in una via metabolica principale e una via metabolica che parte dalla mwarmxantossina, entrambe coinvolte nella sintesi della caffeina.cite-ref-36-17-1[17]

Via metabolica principale

Si tratta di un processo in quattro fasi che coinvolgono tre mwarometilazioni catalizzate da tre diversi tipi di N-mwarsmetiltransferasi e una reazione di sintesi di nucleosidi catalizzata dalla N-metilnucleosidasi.cite-ref-19[19]

Sintesi dalla xantossina

L'anello purinico deriva dai nucleotidi purinici e i gruppi metilici derivano dalla mwasiS-adenosil-L-metionina.cite-ref-20[20] Il processo di sintesi è il seguente:cite-ref-37-21-0[21]

mwasw C 10 H 12 N 4 O 6 + C 10 H 13 N 5 O 5 → S A M − − > S A H C 11 H 15 N 4 O 6 + {\displaystyle {\ce {C10H12N4O6 + C10H13N5O5 ->[SAM -> SAH] C11H15N4O6+}}}

mwas4 C 11 H 15 N 4 O 6 + → − − r i b o s i o C 11 H 15 N 4 O 6 + {\displaystyle {\ce {C11H15N4O6+ ->[- ribosio] C11H15N4O6+}}}

mwata C 11 H 15 N 4 O 6 + → S A M − − > S A H C 7 H 8 N 4 O 2 {\displaystyle {\ce {C11H15N4O6+ ->[SAM -> SAH] C7H8N4O2}}}

mwati C 7 H 8 N 4 O 2 → S A M − − > S A H C 8 H 10 N 4 O 2 {\displaystyle {\ce {C7H8N4O2 ->[SAM -> SAH] C8H10N4O2}}}

La xantossina può essere prodotta de novo seguendo le seguenti reazioni in cui i principali enzimi coinvolti sono l'AMP deaminasi, l'IMP deidrogenasi e la 5′-nucleotidasi:cite-ref-36-17-2[17]

mwatk C 5 H 13 O 14 P 3 ⟶ ⟶ C 10 H 13 N 4 O 8 P ⟶ ⟶ C 10 H 13 N 4 O 9 P ⟶ ⟶ C 10 H 12 N 4 O 6 {\displaystyle {\ce {C5H13O14P3 -> C10H13N4O8P -> C10H13N4O9P -> C10H12N4O6}}}

Oppure può essere sintetizzata grazie all'AMP a partire da nucleotidi di adenosina secondo le seguenti reazioni:cite-ref-36-17-3[17]

mwaua C 10 H 13 N 5 O 4 ⟶ ⟶ AMP ⟶ ⟶ C 10 H 13 N 4 O 8 P ⟶ ⟶ C 10 H 13 N 4 O 9 P ⟶ ⟶ C 10 H 12 N 4 O 6 {\displaystyle {\ce {C10H13N5O4 -> AMP -> C10H13N4O8P -> C10H13N4O9P -> C10H12N4O6}}}

A partire dalla mwauiS-adenosil-metionina prodotta nel ciclo della S-adenosilmetionina i cui principali enzimi coinvolti sono l'adenosina nucleosidasi, l'adenina fosforibossiltransferasi, l'AMP deaminasi, l'mwauyIMP deidrogenasi e la 5′-nucleotidasi):cite-ref-22[22]

mwau0 S − − adenosilomocisteina ⟶ ⟶ adenosina ⟶ ⟶ adenina ⟶ ⟶ AMP ⟶ ⟶ IMP ⟶ ⟶ XMP ⟶ ⟶ xantossina {\displaystyle {\ce {S-adenosilomocisteina -> adenosina -> adenina -> AMP -> IMP -> XMP -> xantossina}}}

Oppure partendo da nucleotidi guaninici coinvolgendo la guanosina deaminasi:cite-ref-23[23]cite-ref-24[24]

mwavk G M P − − > g u a n o s i n a − − > x a n t o s i n a {\displaystyle GMP->guanosina->xantosina}

Meccanismo d'azione

La caffeina è descritta da un modello mono-compartimentale secondo il quale segue una funzione mwavwcinetica mwav0lineare di primo ordine,cite-ref-6-25-0[25] anche se alcuni hanno messo in evidenza come a dose più elevate e a sistema saturo la funzione non sia più lineare.cite-ref-7-26-0[26]cite-ref-8-27-0[27]cite-ref-9-28-0[28] In generale si tratta di un mwaw4antagonista non selettivo del recettore dell'adenosina con un mwaxaIC50 pari a 44 µmol per l'A1 e 40 μmol per l'A2.cite-ref-10-29-0[29]cite-ref-11-30-0[30]cite-ref-12-31-0[31]cite-ref-13-32-0[32] Il limite per l'antagonismo iniziale tuttavia è di 10 µmol (1,94mwaye mg/L) e potenzialmente al di sotto dei 2 μmol (0,38mwayi mg/L).cite-ref-12-31-1[31]cite-ref-13-32-1[32]

Il sottotipo A1 è localizzato principalmente nel mwaywcervello, nel mway0midollo spinale, mway4occhi, mway8ghiandole surrenali, mwazacuore e parzialmente nei tessuti come il mwazemuscolo scheletrico e quello mwaziadiposo. Il sottotipo A2A è localizzato principalmente nella mwazmmilza, nel mwazqtimo, nei mwazuneuroni striatopalliodali gabaergici e parzialmente nel cuore, nei polmoni e nei mwazyvasi sanguigni. Il composto è un antagonista anche del sottotipo A2B localizzato principalmente nellmwazc'intestino cieco, nel mwazgcolon, nella mwazkvescica e nella muscolatura liscia dei mwazobronchioli, anche se in misura inferiore rispetto agli altri.cite-ref-33[33]cite-ref-34[34]

L'IC50 per la fosfodiesterasi è invece pari a 500 - 1000 μmol (97 – 194mwaaq mg/L), pertanto risulta chiaro che l'inibizione della fosfodiesterasi diventi importante solo a concentrazioni elevate quasi letali.cite-ref-6-25-1[25]cite-ref-10-29-1[29] Una situazione simile si presenta per l'mwaa0acetilcolinesterasi (IC50 = 175 μmol).cite-ref-35[35]

La caffeina è stata inoltre collegata all'aumento dei livelli di mwabmcatecolamine probabilmente per il suo antagonismo verso il recettore presinaptico dell'adenosina e possibilmente per il suo antagonismo verso il recettore A1 del midollo surrenale.cite-ref-11-30-1[30] L'antagonismo verso il recettore A2A è considerato responsabile degli effetti stimolanti e dopaminergici.cite-ref-36[36]

Farmacologia e tossicologia

Farmacocinetica

Assorbimento

La caffeina viene rapidamente e completamente assorbita (99%) dall'mwacaintestino tenue a seguito di somministrazione orale, prevalentemente sotto forma non ionizzata/lipofilica in grado di penetrare più facilmente la membrana cellulare per via dell'ambiente basico.cite-ref-8-27-1[27]cite-ref-37[37]cite-ref-38[38] La caffeina non subisce l'mwac0effetto di primo passaggio e generalmente raggiunge il picco della mwac4concentrazione plasmatica entro 30-120 mwac8minuti dall'assunzione.cite-ref-8-27-2[27]cite-ref-14-39-0[39]cite-ref-15-40-0[40]

Distribuzione

Il composto viene distribuito in tutto il mwad4corpo dopo essere stato assorbito dall'intestino tenue, attraversando la mwad8membrana cellulare ed entrando nella mwaeasostanza fondamentale.cite-ref-8-27-3[27]cite-ref-10-29-2[29]cite-ref-11-30-2[30] È in grado di penetrare la barriera emato-encefalica.cite-ref-8-27-4[27]cite-ref-11-30-3[30] Il mwafuvolume di distribuzione medio è pari a 0,7 L/kg e non si accumula nei tessuti.cite-ref-8-27-5[27]cite-ref-10-29-3[29]

Metabolismo

Nei batteri

Nel mondo esistono almeno 72 mwagespecie di batteri appartenenti a 27 mwagigeneri diversi che risultano coinvolti nella degradazione della caffeina,cite-ref-41[41] tra cui lo mwagcPseudomonas è il più comune e meglio studiato. Negli Pseudomonas il metabolismo della caffeina coinvolge due vie metaboliche che spesso coesistono nello stesso batterio: la demetilazione N-terminale e l'mwaggossidazione C-8.cite-ref-37-21-1[21]

La N-demetilazione è la via metabolica principale della caffeina nei battericite-ref-42[42]cite-ref-43[43] ed è stata studiata principalmente nello mwahymwahcPseudomonas putida CBB5. In questo microrganismo la caffeina viene portata all'interno del batteriocite-ref-44[44] e viene trasformato in xantina da diverse n-demetilasi.cite-ref-45[45]cite-ref-46[46]cite-ref-47[47] Durante il processo di trasformazione in xantina, la caffeina si lega al terminale-C della NdmA (N-demetilasi A) formando un mwaiooligomero composto da NdmA e NdmB. L'NdmA mwaiwcatalizza la mwai0reazione di trasformazione della caffeina in teobromina e paraxantina.cite-ref-48[48] La teobromina si lega a sua volta al mwajisito attivo sul terminale-C della NdmB dell'oligomero portando alla formazione della 7-metilxantina. NdmA e NdmB sono appaiate alla NdmD che trasferisce gli elettroni dall'mwajmNADH al NdmA con NdmB. Infine la 7-metilxantina viene trasformata in xantina dal mwajqcomplesso proteico della NdmE. Lungo tutto il processo una molecola di NADH e una di mwajuO2 vengono consumate generando mwajcformaldeide.cite-ref-49[49]

L'ossidazione C-8 è presente nella maggior parte dei ceppi di mwaj0mwaj4Klebsiella, mwaj8Rhodococcus,cite-ref-38-50-0[50]cite-ref-51[51] mwakgPseudomonas,cite-ref-52[52] e mwak0mwak4Alcaligenes.cite-ref-53[53] Il processo è stato studiato nei dettagli nello mwalmPseudomonas CBB1. La prima fase del processo è stata scoperta nel 1998 e porta all'mwalqidrolisi della caffeina nell'acido 1,3,7-trimetilurico (TMU) catalizzata dalla caffeina deidrongenasi (Cdh).cite-ref-38-50-1[50] La seconda fase del processo venne scoperta invece nel 2012 e consiste nell'idrolisi del TMU in 1,3,7-trimetil-5-idrossiisourato (TMU-HIU) catalizzata dalla monoossigenasi dell'acido trimetilurico NADH-dipendente (TmuM). Il TMU-HIU viene quindi spontaneamente convertito in 3,6,8-trimetilallantoina racemica (TMA) passando attraverso la 3,6,8-trimetil-2-oxo-4-idrossi-4-carbossi-5-ureidoimidazolina (TM-OHCU) o genera il TM-OHCU mediante catalizzazione da parte della TM-HIU idrolasi che viene a sua volta trasformato in S-(+)-TMA grazie alla TM-OHCU decarboxssilasi.cite-ref-54[54]

Nei funghi

Nonostante ci siano pochi studi in merito alla degradazione della caffeina da parte dei mwamyfunghi, sono state isolate e identificate diversi generi in grado di degradare il composto, tra cui: mwamcmwamgAspergillus, mwamkmwamoRhizopus,cite-ref-55[55] mwam8mwanaPenicillium,cite-ref-56[56] mwanumwanyFusarium,cite-ref-57[57] mwansChrysosporium e mwan0Gliocladium.cite-ref-58[58] Diversamente da quanto avviene nei batteri, la principale via metabolica della caffeina nei funghi prevede la trasformazione della caffeina in teofillinacite-ref-59[59] seguita dalla trasformazione in 3-metilxantinacite-ref-60[60]cite-ref-61[61] e infine la degradazione in xantina.

Nell'uomo

La caffeina viene metabolizzata dal mwapecitocromo P450 (CYP1A2) del fegato in 1,7-dimetilxantina (80%),cite-ref-8-27-6[27] composto a sua volta farmacologicamente attivo con tossicità potenzialmente inferiore alla caffeina.cite-ref-62[62] Il CYP1A2 è anche responsabile della successive trasformazione della dimetilxantina in 3,7-dimetilxantine (mwapsteobromina) e 1,3-dimetilxantina (mwapwteofillina), entrambe farmacologicamente attive. La teobromina rappresenta l'11% e la teofillina il 5% dei metaboliti della caffeina. Teobromina e teofillina possono essere ulteriormente sottoposte a mwap0metilazione per opera del CYP1A2, mwap4acetilazione da parte della mwap8N-acetiltransferasi 2 o mwaqaossidazione via mwaqexantina ossidasi o mwaqiCYP3A4 per ottenere i principali metaboliti della caffeina, tra cui:cite-ref-8-27-7[27]cite-ref-10-29-4[29]cite-ref-11-30-4[30]

• acido 1-metilurico
• 5-acetilammino-6-formilammino-3-metiluracile
• 1-metilxantina
• acido 1,7-dimetilurico
• 1,7-dimetilxantina (paraxantina)

In linea generale sono stati identificati 25 mwarometaboliti della caffeina dimostrando la complessità del metabolismo di questo composto negli esseri umani,cite-ref-10-29-5[29] infatti solo il 5% della caffeina viene mwar8escreta senza essere metabolizzata.cite-ref-8-27-8[27]cite-ref-10-29-6[29]cite-ref-11-30-5[30] Importante da notare il coinvolgimento di altri mwaswcitocromi (mwas0CYP3A4/mwas43A5 e mwas8CYP2D6) ad alte concentrazioni.cite-ref-8-27-9[27]

L'attività del CYP1A2 negli esseri umani varia molto a seconda dell'individuo principalmente sulla base di fattori genetici ma anche di mwatufattori ambientali.cite-ref-8-27-10[27]cite-ref-10-29-7[29]cite-ref-14-39-1[39] Il caffè aumenta infatti l'attività del CYP1A2 anche se in maniera non consistente.cite-ref-8-27-11[27]

Eliminazione

La caffeina e i suoi metaboliti vengono eliminati dal plasma via mwaugclearance CYP1A2 mediatacite-ref-63[63] ed escreti attraverso le mwau0urine (85 - 88%) e le mwau4feci (2 - 5%).cite-ref-16-64-0[64] La clearance e l'mwavmemivita del composto presentano significative variazioni tra gli individui: la clearance media è di circa 1 - 3 mL/kg/min, ma il mwavqcoefficiente di variazione è di circa il 36%.cite-ref-7-26-1[26] A complicare ulteriormente la situazione, la clearance può ridursi sostanzialmente all'aumentare della dose.cite-ref-8-27-12[27]

Similmente l'emivita della caffeina si aggira mediamente intorno alle 3 - 6 ore, ma in realtà può passare dalle 2,3 alle 9,9 ore in base all'individuo.cite-ref-8-27-13[27] Le variabili che influenzano la clearance sono le stesse che influenzano l'emivita.cite-ref-8-27-14[27]

Effetto del composto e usi clinici

Studi dimostrano che l'assunzione di quantità moderate di caffeina allevia il senso di fatica, migliora l'attenzione,cite-ref-65[65] promuove la diuresi,cite-ref-66[66] migliora la mwaxamemoria, aumenta gli effetti antitumorali,cite-ref-67[67]cite-ref-68[68]cite-ref-69[69] riduce la pressione sanguigna,cite-ref-70[70] riduce il rischio di sviluppare il mwayediabete di tipo 2,cite-ref-71[71]cite-ref-72[72], ritarda l'mwayoinvecchiamento,cite-ref-73[73] promuove la microcircolazione nella mwazapelle, previene l'accumulazione dei mwazegrassi ed è un mwaziantiossidante.cite-ref-74[74]

Gli effetti della caffeina dipendono fondamentalmente dalla quantità assunta e variano notevolmente da persona a persona.cite-ref-17-75-0[75]cite-ref-18-76-0[76] Ad esempio una dose di 250mwa0a mg è collegata a un aumento dell'mwa0eeccitazione sessuale, dell'mwa0iattenzione, della mwa0mconcentrazione, dell'mwa0qeuforia, della calma e dell'amabilità.cite-ref-7-26-2[26] Dosi di 500mwa0k mg portano a un aumento della tensione, mwa0onervosismo, mwa0sansia, agitazione, irritabilità, mwa0wnausea, mwa00parestesia, mwa04tremori, mwa08sudorazione, mwa1apalpitazioni, irrequietezza e possibilmente mwa1evertigini. Dosi elevate sub-letali (∼7–10mwa1i mg/kg) in adulti sani possono causare anche sintomi come mwa1mbrividi, mwa1qrossore, nausea, mwa1ucefalea, palpitazioni e tremori, benché siano comunque molto variabili in base all'individuo.cite-ref-19-77-0[77] In campo medico il composto viene utilizzato come stimolantecite-ref-78[78] e mwa14adiuvante.cite-ref-79[79] La caffeina è stata inoltre identificata come possibile biomarker per la rilevazione di mwa2qmalattie, specialmente la mwa2umalattia di Parkinson.cite-ref-80[80]cite-ref-81[81]

Tossicologia

Benché si pensi che la caffeina sia sicura in quantità moderate (≤ 400mwa3a mg al giorno) in adulti in salutecite-ref-20-82-0[82] non è un composto innocuo e può causare tossicità significativa e a volte anche la morte per infarto del miocardio o aritmia qualora sia consumata in quantità sufficienti.cite-ref-20-82-1[82]cite-ref-21-83-0[83] In soggetti particolarmente sensibili tali quantità possono essere anche inferiori.cite-ref-22-84-0[84]cite-ref-23-85-0[85] La caffeina può causare sia tossicità acuta sia cronica. Nel secondo caso gli effetti più comuni sono: ipocaliemia, mwa4uanoressia, nausea, vomito, palpitazioni, epilessia, mwa4ydisaritmia e tutta una serie di sintomi denominata "mwa4ccaffeinismo" indistinguibili dall'ansia cronica e sono generalmente collegati all'assunzione di 1-1,5mwa4g g al giorno di caffeina.cite-ref-17-75-1[75]

Tossicocinetica

In generale gli effetti tossici del composto compaiono a concentrazioni superiori a 15mwa48 mg/L, con una concentrazione di 50mwa5a mg/L considerata mwa5etossica e ≥80mwa5i mg/L letale.cite-ref-25-86-0[86]cite-ref-26-87-0[87] Sono però stati documentati casi di pazienti in cui le concentrazioni considerate tossica e letale risultano inferiori.cite-ref-26-87-1[87] Ad esempio individui affetti da mwa58malattie cardiovascolari preesistenti hanno dimostrato di essere suscettibili a una mwa6adose letale inferiore a 50mwa6e mg/L.cite-ref-26-87-2[87]

Alcuni degli mwa6ceffetti collaterali più comuni (es. ipertensione-ipotensione e tachicardia-bradicardia) possono essere collegati a risposte mwa6gfisiologiche divergenti a diversi livelli di esposizione.cite-ref-88[88]

L'ipertensione può essere causata da un aumento di livelli di mwa64catecolamine via mwa68antagonista del recettore A1 per l'adenosina e verosimilmente il blocco del recettore A1 dell'adenosina nella mwa7emidollare del surrene, ovvero all'inibizione degli effetti mwa7ivasodilatatori dell'mwa7madenosina via antagonista del recettore A2 dell'adenosina che si può presentare in casi dove i livelli di caffeina nel mwa7usiero sono nell'mwa7yintervallo terapeutico.cite-ref-89[89]cite-ref-32-90-0[90]cite-ref-33-91-0[91]cite-ref-34-92-0[92]

Al contrario l'ipotensione può presentarsi a causa dell'mwa8ginibizione della mwa8kfosfodiesterasi nei casi di mwa8ooverdose/mwa8savvelenamento dove vengono raggiunte mwa8wconcentrazioni mwa80tossiche molto più elevate.cite-ref-27-93-0[93]cite-ref-28-94-0[94]

Similmente la bradicardia può essere una conseguenza dell'aumento della mwa9cpressione sanguigna nell'intervallo terapeutico.

La tachicardia viene riportata uniformemente nei casi d'intossicazione e in presenza di dosi elevate di caffeina (>10mwa9k mg/kg). Ciò è probabilmente dovuto all'agonista adrenergico β1 attraverso l'aumento delle catecolamine che risulta nell'aumento dei livelli di mwa9sadenosina monofosfato ciclica (cAMP) attraverso l'attivazione dell'mwa9wadenilil ciclasi e si pensa sia ulteriormente amplificata dall'inibizione dell'enzima fosfodiesterasi responsabile per la degradazione del cAMP.cite-ref-29-95-0[95]

Tuttavia l'adenosina esibisce un effetto anti-adrenergico inibendo l'attività dell'adenilil ciclasi riducendo l'accumulo intracellulare di cAMP e inibendo la successiva trasmissione del segnale.cite-ref-96[96]

I casi di aritmia, la fibrillazione ventricolare viene determinata come causa di morte, mentre i principali meccanismi collegati includono l'aumento delle catecolamine, l'inibizione della fosfodiesterasi, l'aumento dei livelli intracellulari di mwa-ccalcio e l'antagonismo con i recettori adenosinici antiaritmici.cite-ref-28-94-1[94]

Nei casi di infarto miocardico la causa proposta è il mwa-0vasospasmo delle mwa-4arterie coronariche dovuto all'antagonismo all'adenosina e al rilascio di catecolamine che aumenta la mwa-8contrazione della mwa-amuscolatura liscia causando mwa-evasocostrizione.cite-ref-29-95-1[95]

Controindicazioni ed effetti collaterali

Sintomi clinici dell'intossicazione da caffeina includono:

• sintomi mwbaggastrointestinali: nausea, vomito, vomito ricorrente, mwbakdolore addominale, mwbaodiarrea;
• sintomi mwbawpsicologici e mwba0neurologici: mwba4delusione, mwba8allucinazioni, ansia, agitazione, eccitazione, mwbbainsonnia, mwbbeepilessia, cefalea, mwbbiedema cerebrale, mwbbmcoma;
• sintomi mwbbumetabolici: mwbbyipokalemia, mwbbciponatremia, mwbbgipocalcemia, mwbbkacidosi metabolica, mwbboalcalosi respiratoria, mwbbsiperglicemia, mwbbwfebbre;
• sintomi mwbb4muscoloscheletrici: debolezza, mwbb8rigidità, tremori, mwbcarabdomiolisi;
• mwbcyacufene;
• vertigini;
• mwbckdiuresi;
• mwbcsmorte.

Sono stati riportati anche casi di mwbc0insufficienza renale e danno epatico dovuto a rabdomiolisi.cite-ref-97[97]cite-ref-98[98]

Uno dei pochi casi documentati di avvelenamento da caffeina è quello di una donna di 37 anni che ha provato a mwbdcuccidersi ingerendo 27 g di caffeina (l'equivalente di circa 350 tazze di caffè espresso), andando incontro a mwbdgipotensione, mwbdkconvulsioni, mwbdoaritmie e a diversi episodi di mwbdsarresto cardiaco.cite-ref-99[99]

Trattamento

L'intossicazione da caffeina viene trattata mediante terapie di supporto anche se alcune tecniche per la decontaminazione (es. mwbemcarbone attivo) e l'aumento della escrezione (es. intralipid) si sono rivelate efficaci. L'approccio terapeutico dipende fondamentalmente dai mwbeusintomi, le condizioni fisiche e le circostanze in cui al sostanza è stata assorbita, Ad esempio una leggera overdose di 1mwbey g con effetti collaterali leggeri può essere semplicemente monitorata e magari possono essere somministrare mwbecbenzodiazepine, mentre in caso di overdose massiccia possono essere richiesti interventi massivi.cite-ref-100[100] L'mwbewemodialisi si è dimostrata efficace per ridurre i livelli della caffeina nel plasma diminuendo la mwbe0morbidità nei casi di intossicazionecite-ref-101[101]cite-ref-102[102]

Interazioni

Se viene assunta insieme al cibo e/o alcune bevande il suo assorbimento può risultare rallentato a causa del ritardo nello svuotamento gastrico.cite-ref-8-27-15[27]cite-ref-15-40-1[40] L'assunzione di mwbgealcol, mwbginicotina e mwbgmdroghe insieme a età, mwbgqsesso e variabili mwbgugenetiche non sembrano influire sull'assorbimento del composto.cite-ref-8-27-16[27]

Applicazioni

La caffeina viene normalmente aggiunta a una serie di mwbgwalimenti come mwbg0pasticceria cotta al mwbg4forno, mwbg8gelati, mwbhadolci e mwbhebevande a base di cola. È presente nelle cosiddette mwbhibevande energetiche insieme ad altri mwbhmingredienti come la mwbhqtaurina e il mwbhuglucuronolattone. È presente in associazione alla mwbhysinefrina in alcuni mwbhcintegratori alimentari venduti come prodotti mwbhgdimagranti e miglioratori delle prestazioni mwbhksportive. Anche alcuni mwbhofarmaci e mwbhscosmetici contengono caffeina.cite-ref-103[103]

Il processo di estrazione della caffeina produce inoltre diversi composti utili come mwbiepolifenoli, mwbiifibre, mwbimpigmenti, mwbiqproteine e mwbiupolisaccaridi.cite-ref-104[104] La buccia e la polpa di caffè possono essere utilizzati come mangimi per gli animali da reddito e fornire un substrato per la preparazione della N-demetilasi,cite-ref-105[105] mentre il caffè macinato può essere utilizzato per la coltivazione di funghi eduli come il mwbi4Pleurotus ostreatuscite-ref-106[106]cite-ref-107[107] e la mwbjcFlammulina velutipes.cite-ref-108[108]

Impatto ambientale

Non sono stati effettuati studi adeguati sugli mwbj4impatti ambientali del composto.cite-ref-31-15-1[15] Tuttavia la mwbkmcoltivazione di tè e caffè producono milioni di mwbkqtonnellate di mwbkurifiuti agricoli e mwbkyindustriali all'mwbkcanno, pertanto la mwbkgcomunità scientifica e il pubblico sono preoccupati per l'impatto del composto e la sua mwbkkbiodegradazionecite-ref-37-21-2[21] portandola a essere riconosciuta come inquinantecite-ref-109[109]cite-ref-110[110]cite-ref-111[111]

Il composto ha effetti negativi sugli organismi acquatici incluso mwblsstress ossidativo, ossidazione lipidica, mwblwneurotossicità, riserva energetica e disordini metabolici, causando al contempo effetti sulla loro mwbl4riproduzione e sul loro sviluppo, portando in alcuni casi anche alla morte.cite-ref-37-21-3[21]

I metodi tradizionali tuttora in uso a livello globale per l'eliminazione della caffeina riguardano l'mwbmqestrazione dall'acqua, l'mwbmuadsorbimento,cite-ref-112[112] l'estrazione con mwbmoCO2 supercritica,cite-ref-113[113]cite-ref-114[114] l'estrazione assistita da mwbnqmicroonde,cite-ref-115[115]cite-ref-116[116] l'estrazione assistita da mwbn0ultrasuonicite-ref-117[117] e il mwboiprocesso a membrana.cite-ref-118[118]cite-ref-119[119] Questi metodi sono però spesso molto costosi, tossici o aspecifici.cite-ref-37-21-4[21]

Esistono però metodi per la mwbpabiodegradazione della caffeina (microbici ed enzimatici) che risultano sicuri e sostenibili.cite-ref-120[120]cite-ref-121[121] Tuttavia vengono usati raramente poiché gli enzimi necessari per la degradazione sono instabili nell'ambientecite-ref-122[122] e i costi per la loro produzione risultano moto elevati.cite-ref-37-21-5[21]

Funzione ecologica

La caffeina ha due principali funzioni ecologiche: l'mwbqmallelopatia e la difesa chimica.cite-ref-37-21-6[21]

Allelopatia

Fa riferimento all'effetto della caffeina sulle piante e i mwbqosemi circostanti.cite-ref-123[123] È bene notare che anche l'mwbq8humus può rilasciare caffeina nell'ambiente circostante. Uno studio dimostra che le piante mature di caffè producono circa 150–200mwbra g (peso secco)/mmwbre2/anno di humus che rilascia circa 1–2mwbri g caffeina/mmwbrm2/anno nel mwbrqsuolo.cite-ref-124[124] Il ruolo della caffeina nell'allelopatia rimane tuttavia ancora poco chiaro dato che il suolo contiene mwbrkmicrorganismi in grado di degradare il composto, inoltre l'attività mwbroantimicrobica della caffeina può ridurne il mwbrscatabolismo prolungandone il tempo di ritenzione e aumentandone l'accumulo. Inoltre concentrazioni di caffeina >5 mM possono avere effetti tossici sulla pianta stessa e la mwbrwgerminazione dei semi. Quando questa supera i 10mwbr0 mM può inibire completamente la crescita mwbr4radicale.cite-ref-125[125]

Difesa chimica

La caffeina contenuta nelle mwbsufoglie giovani, nella mwbsyfrutta e nei mwbscboccioli agisce come difesa chimica della pianta prevenendo i danni causati da mwbsgmicrorganismi patogeni ed mwbskerbivori.cite-ref-126[126] Uno studio mwbs4in vitro basato sul trasferimento del gene responsabile per la sintesi della caffeina nella mwbs8pianta del tabacco, ha dimostrato che le piante così ottenute hanno una migliore resistenza ai mwbtaparassiti e alle malattie.cite-ref-127[127] È stato inoltre dimostrato che basse concentrazioni di caffeina (1-2%) possono essere usate come mwbturepellenti per mwbtyinsetti, uccidendo mwbtcchiocciole e mwbtglumache senza danneggiare la pianta.cite-ref-128[128] La caffeina può uccidere i microrganismi patogeni nocivi favorendo la crescita dei loro nemici naturali.cite-ref-129[129]

Note

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Voci correlate

• mwdigCacao
• mwdioCaffè
• mwdiw
• mwdjiEtanolo
• mwdjqTannino
• mwdjySolfito
• mwdjgNitrato
• mwdjoSolfato
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Collegamenti esterni

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